whormhole
“Il Wormhole, buco di verme, è secondo alcune teorie della fisica astronomica un cunicolo spazio-temporale , un tunnel capace di collegare velocemente punti lontani dell’universo.
É il caso di dire che mi sento un “verme”.
Cerco di collegare la mia natura a culture diverse, spesso lontane geograficamente, che si esprimono attraverso segni e simbologie simili.
La mia matrice napoletana, cerca fusioni con il Messico, con l’America o con il Giappone, luoghi che creano forti culture visive, da quelle delle tradizioni popolari a quelle dei media.
Mi diverte far “incontrare” Omer Simpson con Lamù e San Gennaro o usare un linguaggio “street” per reinterpretare opere del ‘600 napoletano.
Mi piace recuperare oggetti e modificarne l’uso, in modo che essi stessi si possano sentire delle sculture e non più pedane o comò.
Sono deviato da Yattaman e da tutti quei cartoni animati giapponesi degli anni 80 che ridevano con i teschi e con la morte, infondo come fanno in Messico, e anche a Napoli.
Questa mostra è esattamente una parte della mia esperienza, di bambino, di designer, di viaggiatore di marito e di sognatore. Pezzi diversi che nel mio “tunnel” riescono a stare comodi, in sintonia e riescono anche a divertirsi.”












