foot on canvas
Il Mattino: “Cocchia, una factory per salvare la fantasia”
Che le opere d’arte non si debbano toccare, lo sa bene chiunque. L’eccezione che conferma la regola è “foot on canvas” , la nuova personale dell’artista designre napoletano Alessandro Cocchia, che invece le sue opere consente persino di calpestarle……
un mix delle più diverse influenze – anche veri e propri guru quali Gary Baseman, Geremyville e takashy Murakami- da lui rilette in chiave tutta partenopea….il vesuvio a tu per tu con con Superman, Lamù, mickey Mouse che impazzano tra pitture, collage, sculture e installazioni in ferro, silicone, pellicola e materiali plastici.
Il Roma: “Il new pop metropolitano sorride con Homer Simpson-San Gennaro”
A molti Napoletani, e non solo, sarà già capitato di notare un simpatico purpo dagli occhi sgraziati stampato su alcuni oggetti in serie, oppure sulla t-shirt di un amico o di un
passante, magari un turista straniero a cui viene più semplice leggerlo in inglese “parp” quello che per i napoletani è, appunto, o’ purp. Una divertente curiosità raccontataci da Alessandro Cocchia (nella foto a destra), l’ideatore del polipetto, il disegno diventato un marchio che in poco più di un anno si è conquistato uno spazio di vendita che va dal web a importanti megastore della città e che dalla prossima estate si amplierà su scala nazionale. Icona del merchandising, Purp è anche il nome di un laboratorio creativo al numero 23 di Vico Carceri San Felice, un’officina d’arte pronta ad accogliere, sviluppare e diffondere le idee più innovative in linea con la new pop, l’arte che fa della comunicazione visiva di massa(fumetto americano, manga giapponesi, design, street art, culture toys) la sua principale fonte d’ispirazione. Uno spazio, quindi, non solo espositivo inaugurato dallo stesso padrone di casa, Alessandro Cocchia, con la sua personale Foot on Canvas, visitabile fino al 24 aprile. “Avevo voglia di rapportarmi più direttamente con il pubblico, per sottolineare la matrice pop della mia produzione artistica. Da questa esigenza è nata poi l’idea di creare uno spazio che non vuole essere una gallery, ma un luogo dinamico e versatile dove la creatività trova innanzitutto forma e spazio, prima di diventare arte in esposizione. “Save the fantasy” è il motto di Purp, perchè questo posto non ospiterà soltanto le mie creazioni ma anche quelle di altri artisti, con cadenza mensile o bimestrale. Nella mostra di Cocchia sono riscontrabili le influenze della pop art, della cultura metropolitana e underground statunitense, ma tutte le sue creazioni hanno origini popular perchè ispirate al linguaggio visivo di massa che nei cartoon, nei fumetti, nei manga, nei graffiti e nel mondo del cinema e del design ha trovato la sua maggiore realizzazione e diffusione. ´Mi sono avvicinato per caso alla new pop, una forma d’arte popolare molto nota e diffusa in Europa ma che nasce nelle metropoli statunitensi e dalla multimedialità giapponese. Molti artisti di questo filone provengono dal mondo
dell’illustrazione, del cinema e del design e si prestano all’arte sviluppando delle rielaborazioni originali del loro lavoro. Io ci metto in più le peculiarità del contesto in cui vivo, oltre alla mia formazione di artista e designer. Il creatore del purp ha infatti dato alle sue opere un tocco inconfondibilmente ìmade in Naplesî, rendendole uniche ed originali. Se si vuole fare di Homer Simpson un opera d’arte new pop, perchÈ non travestirlo da San Gennaro su di una tela rivestita di fumetti? Questa e tante altre sono le produzioni in esposizione al Purp dove icone del fumetto come Superman, Lamù e i Simpson sono fantasiosamente accostate dalle icone della napoletaneità più verace, da San Gennaro a Pulcinella, da Mario Merola a Maradona.

